“Davanti alla trattoria del Ferrari, la bella facciata in cotto, romanica e lombarda di Santa Maria in Betlemme e lo stradone … che serpeggia e si allontana, in armoniosa prospettiva, tra due file di fabbricati bassi, giallini”. Così scriveva Mario Soldati, regista, scrittore e sceneggiatore, nel lontano 1957. All’Antica Trattoria Ferrari il Soldati non era venuto solo. Lo accompagnava un pavese, giornalista e gran gourmet, di nome Gianni Brera. L’occasione dell’incontro fu la degustazione di rane fritte, ma, una volta lì, il regista aveva avuto modo di conoscere la vera cucina pavese: salame d’oca, risotti e bolliti, polenta e selvaggina o polenta e zola, funghi di pianura e tartufi di collina, dolci pangialdine … Da allora, la cucina pavese si prepara ancora qui, in Borgo: stretti vicoli, addossati alle case e agli orti, dove si sente l’odore del fiume e della campagna. Dopo il Ferrari, sono arrivati Tino e la moglie Mariangela e oggi c’è il figlio Guerrino, cresciuto alla cucina del padre, improntata alla tradizione, ma capace d’esser anche creativa. E che sa unire ai piatti i migliori vini e un servizio di qualità. Una cucina che si scopre e si gusta nei mesi delle nebbie e del freddo, in un ambiente caldo, fra mobili d’epoca e stampe antiche, che sanno raccontare l’illustre passato. Ma che riesce a ingolosire anche nelle calde stagioni, seduti ai tavoli del silenzioso giardino… contenti d’essere al mondo…

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